Morte di Antonio Perrotta. Gli inquirenti sulle tracce degli autori dell’aggressione. Discoteca chiusa dal questore di Cosenza per due settimane in modo preventivo


Potrebbero essere già stati identificati e fermati, grazie a testimonianze e alle telecamere di servizio nelle vicinanze del misfatto, gli autori dell’aggressione che ha portato alla morte di Antonio Perrotta, 34enne operaio e buttafuori, padre di quattro figli che nella notte tra sabato e domenica scorsa ha subito una aggressione fuori da una discoteca di Sangineto da parte di un gruppo di ragazzi che per l’eccessiva violenza gli hanno provocato lesioni talmente gravi da procurargli la morte avvenuta nel reparto di terapia intensiva dell’Annunziata di Cosenza. Gli inquirenti, diretti dal procuratore capo della Procura di Paola, Domenico Fiordalisi, avrebbero, a quanto pare identificato e fermato due degli aggressori mentre in modo preventivo il questore di Cosenza, Antonio Borrelli, ha disposto, appellandosi all’art. 100 del Testo Unico delle leggi di sicurezza pubblica, la chiusura della discoteca (sospensione della licenza) per quindici giorni. Questo provvedimento amministrativo non implica responsabilità sui fatti accaduti da parte dei gestori del locale notturno ma ha un carattere preventivo. Nei giorni scorsi i gestori della discoteca avevano diffuso un comunicato dove si metteva in evidenza che all’interno del locale non è avvenuto alcun problema legato alla sicurezza e che quanto purtroppo è accaduto è verificato fuori dal locale da loro gestito. Gli inquirenti nel frattempo continuano il lavoro iniziato per approfondire la dinamica dei fatti che potrebbero coinvolgere non solo le due persone che sarebbero state già individuate ma anche altri soggetti.













