Modelli sbagliati di società portano episodi di violenza ingiustificabili e pericolosi

Il giovane buttafuori morto per una aggressione sabato scorso in un locale è l’emblema di una società alla deriva morale e culturale


Cosa sta accadendo ai nostri giovani? La domanda che sembra retorica in verità non lo è affatto e si cala nella triste realtà che conduce a fatti fuori da ogni contesto civile come l’aggressione violenta, di gruppo e sconsiderata che ha causato la morte del giovane fuscaldese che per sostenere la propria famiglia (moglie e figli piccoli) faceva anche il buttafuori in un locale della costa tirrenica. Luoghi di divertimento collettivo che nella parola stessa dovrebbe avere insito nel proprio DNA l’aggregazione, diventano luoghi di terrore e di morte. Colpi di arma da fuoco, aggressioni degne di film dell’orrore si verificano con sempre più frequenza, a volte con conseguenze meno gravi e passati, come si suol dire, in cavalleria, altri talmente cruenti da ribaltare sulle cronache dei giornali come il caso del giovane buttafuori ucciso a calci e pugni. Ed allora ritorna di prepotenza la domanda non più retorica: cosa sta accadendo ai nostri giovani? Sicuramente la violenza serpeggia tra molte frange alimentate da stati di alterazione della coscienza dovute all’assunzione di alcol e di stupefacenti, ma questo non basta a giustificare violenze inaudite che non trovano mai in nessun caso giustificazione. Certo che comunque i nostri ragazzi sono circondati da esempi sempre più negativi. Guerre su scala planetaria che alimentano odio razziale, modelli sbagliati liberamente circolanti sui social forgiano menti immature con la complicità della poca cultura rendendole perverse e esplosive tali da non far rendere conto dei danni che possono arrecare come quello legato alla morte di un giovane uomo nello svolgimento del suo lavoro. La percezione alterata della realtà contribuisce a questo stato di malessere dei nostri fragili giovani che non comprendono, o non percepiscono nell’atto violento la conseguenza grave, gravissima che lo stesso può provocare. Ma quello che potrebbe essere descritto come un’attenuante, attenuante non è perché è frutto, spesso e volentieri di volontà di perseguire modelli sbagliati pur sapendo che questi non sono quelli giusti per la costruzione del loro avvenire e di conseguenza di una società migliore di quella attuale. La moda becera legata alla ricerca forsennata della marca di grido, L’apparire che emerge prepotentemente sull’essere si impadroniscono completamente di molti nostri ragazzi che scelgono la via sbagliata e più comoda per emergere dal mare della normalità che loro stessi giudicano noiosa per la mancanza di adeguati stimoli culturali dovuti alla assenza di sani modelli contemporanei da seguire o meglio dalla emarginazione che questa società riserva a questi modelli. Allora occorre rivedere i canoni portanti della nostra società costruita su basi sbagliate perché episodi cruenti come questo non debbano più a ripetersi. È difficile e complicato ma abbiamo il dovere di provarci e come sempre la rivoluzione culturale deve partire dal basso inondando come un fiume in piena i livelli gestionali-politici della nostra società. Nessuno può sottrarsi dal fare il proprio dovere per raggiungere questo obiettivo. L’indifferenza spesso mostrata di fronte a questi episodi spesso corrispondono a complicità ed ad avallo. Non basta più dispiacersi o dire “poveretto” occorre impegno sociale serio e coraggioso. Non importa il posto occupato, per dirla in modo rozzo, sul gradino della scala sociale, ognuno deve metterci del suo a volte anche con un semplice gesto che sia da esempio e guida per i nostri ragazzi che non possono essere lasciati da soli in questa dura battaglia di ricostruzione sociale affinché episodi ingiustificabili del genere non si ripetano mai più.

Buona meditazione a tutti!