Paola, continua il botta e risposta tra Fiorito e Ollio. L’assessore: «Le norme non si “verificano dopo”, si applicano prima»


Continua il dialogo, spesso piccato, sui gli organi di stampa tra il consigliere Ollio che vorrebbe tra le opere compensative il dirottamento verso il porto turistico che dovrebbe costruirsi a Paola per una gestione totalmente pubblica e l’assessore Gabriele Fiorito, titolare della delega ai Lavori Pubblici che indica come strada l’applicazione delle norme che non consentono operazioni auspicate dal consigliere di maggioranza  dopo interventi e contro interventi l’assessore Fiorito interviene per la seconda volta ricordando a Ollio che «Le norme non si “verificano dopo”, si applicano prima»  Ecco la dichiarazione dell’assessore ai LL.PP. del comune di Paola

“Prendo atto con un certo sollievo che il consigliere Ollio abbia sentito il bisogno di precisare che non intendeva “spostare” fondi vincolati. È un passo avanti apprezzabile, anche se arriva — va detto — solo dopo che il chiarimento tecnico-giuridico lo ha reso necessario. Evidentemente le distinzioni tra ciò che la legge consente e ciò che sarebbe politicamente suggestivo, quando le si spiega con calma, alla fine si capiscono.

Venendo al merito: il consigliere chiede di conoscere «quale specifica disposizione normativa» escluderebbe il Porto dal programma compensativo. La risposta, però, l’avevo già fornita, e non è cambiata nel frattempo: il vincolo non nasce da un articolo isolato da citare come una formula magica, ma dalla procedura stessa che ha generato quelle risorse — il verbale d’accordo tra i Sindaci, trasmesso a MIT, RFI e Italferr, e l’elenco di progetti esecutivi già individuato e presentato ai sensi del D.Lgs. 36/2023. Quell’elenco non è un punto di partenza da riaprire in conferenza stampa, è il punto di arrivo di un lavoro tecnico già condiviso in maggioranza.

Quanto al parere favorevole condizionato del novembre 2024, che richiamava la possibilità di “opere pubbliche nel territorio comunale”: è proprio in attuazione di quel parere che l’Amministrazione ha individuato gli interventi compensativi effettivamente coerenti con gli impatti della Galleria — tra questi, per essere concreti, il progetto della nuova rete idrica, già reso esecutivo e in attesa solo delle risorse. Citare quel parere oggi per suggerire che vi rientri il Porto significa usare un atto di due anni fa per giustificare a posteriori un’opera che con la Galleria Santomarco non ha impatti da compensare, ma una storia amministrativa completamente diversa.

Sul protocollo con FS Sistemi Urbani: che il Porto coinvolga aree del Gruppo FS in una logica di scambio intermodale è un fatto urbanistico reale e positivo, ma trasformarlo in un nesso di compensazione con la Galleria è un esercizio interpretativo piuttosto creativo. Per usare le stesse parole del consigliere, anche qui “saranno gli atti a stabilirlo” — e gli atti, ad oggi, dicono che quel protocollo persegue finalità diverse.

Infine, un’osservazione di metodo, più che di merito: la sede naturale per porre queste domande — «è stato verificato formalmente con RFI e MIT?», «esiste un parere tecnico-giuridico?» — era la riunione di maggioranza in cui l’argomento è già stato discusso e chiuso, non le colonne di un giornale. Sono felice di condividere in quella sede, come sempre, ogni carta e ogni riscontro istituzionale disponibile; continuare il confronto a mezzo stampa rischia solo di far apparire come incertezza ciò che, nei fatti, è già stato definito.

Il Porto di Paola resta un obiettivo che condividiamo tutti, e su questo non c’è alcuna distanza. La differenza, semmai, è tra chi lavora sulle carte per portarlo a casa e chi le carte le scopre dopo averle già commentate e magari sospinto da commenti o tesi esterne che hanno solo la finalità di rientrare a far parte di una partita che ora spetta ad altra squadra giocare”.