USA stop ai visti per gli immigrati. Rallentamenti nelle ambasciate per quelli turistici e d’affari


Negli Stati Uniti sono state sospese, a livello globale, le richieste di visto per gli immigrati. Lo ha annunciato l’amministrazione di Donald Trump, con l’obiettivo di consentire una “formazione approfondita” dei funzionari consolari, così da riuscire ad escludere i soggetti che potrebbero “necessitare di assistenza negli Stati Uniti”.

I richiedenti il visto per immigrati che avevano colloqui programmati presso ambasciate e consolati Usa nel mondo hanno ricevuto nei giorni scorsi un’email che comunicava loro il rinvio del loro appuntamento.

Lo riportano diversi media americani dopo che il Financial Times ha dato la notizia.

I punti chiave e il contesto di questa decisione dell’amministrazione Trump sono i seguenti:

1. La sospensione globale: L’amministrazione statunitense ha fermato temporaneamente l’esame delle domande e rinviato a data da destinarsi i colloqui già programmati per i visti di immigrazione (immigrant visas) presso tutte le ambasciate e i consolati degli Stati Uniti nel mondo.  

2. La motivazione ufficiale: Il Dipartimento di Stato ha giustificato il blocco parlando di una “pausa tecnica” necessaria per consentire una formazione approfondita dei funzionari consolari. L’obiettivo dichiarato è applicare in modo molto più rigido il criterio del cosiddetto public charge (onere pubblico), volto a escludere tutti quei soggetti ritenuti potenzialmente bisognosi di sussidi o assistenza statale negli Stati Uniti.  

3. Il retroscena giudiziario: Questa misura globale arriva a stretto giro da una battuta d’arresto legale per la Casa Bianca. Pochi giorni prima, un giudice federale aveva infatti bloccato una precedente direttiva mirata che sospendeva i visti per i cittadini di 75 specifici Paesi. Estendendo lo stop a livello mondiale sotto la copertura di un aggiornamento procedurale e formativo, l’amministrazione ha di fatto aggirato temporaneamente l’ostacolo giudiziario.  

4. Chi è coinvolto: Il provvedimento colpisce direttamente chi cerca di trasferirsi permanentemente negli Stati Uniti (ottenendo la residenza permanente o green card, inclusi i percorsi basati sui legami familiari o sul lavoro stabile). I visti temporanei (come quelli turistici o d’affari) non rientrano formalmente in questo blocco totale, sebbene il sistema consolare globale stia subendo pesanti rallentamenti.