Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al nuovo decreto legge sulla sicurezza, varando una forte stretta in risposta ai recenti saccheggi di Milano e ai disordini di piazza che hanno scosso diverse città italiane. Il provvedimento si articola in otto articoli e introduce riforme profonde, che spaziano dall’istituzione di nuovi reati informatici e di piazza fino a una drastica revisione delle norme sui minori e al potenziamento del controllo del territorio.
Il nuovo reato: “Violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche”
La novità principale del decreto è l’introduzione del reato di “Violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche”. La norma punta a punire chi, nel corso di una protesta, utilizza bastoni, mazze o lancia oggetti mettendo a rischio l’incolumità pubblica. Per queste condotte la reclusione prevista va da due a cinque anni, accompagnata da una multa che può raggiungere i 20.000 euro.
Il testo prevede precise aggravanti: le pene aumentano se le violenze vengono commesse a volto coperto o se causano il danneggiamento di infrastrutture e servizi di pubblica utilità. Il pugno di ferro colpisce duramente anche i promotori: chiunque, anche attraverso “strumenti informatici o telematici” (come chat e social network), organizza o promuove la formazione di gruppi destinati a dare vita a manifestazioni violente rischia una condanna pesantissima, da quattro a dodici anni di carcere.
Stretta sui minori: imputabilità immediata e sanzioni ai genitori
Il decreto modifica radicalmente l’approccio legislativo verso i reati commessi dai giovanissimi. Confluendo da un precedente disegno di legge, viene introdotta la presunzione di capacità di intendere e di volere per i minori ultraquattordicenni. Questo significa che il minore di età superiore ai 14 anni diventa subito imputabile, senza che i giudici debbano più subordinare il processo all’accertamento caso per caso della sua reale capacità al momento del fatto.
Inoltre, per i genitori dei minorenni (anche sotto la soglia dell’imputabilità) che commettono violenze durante le manifestazioni, scattano sanzioni pecuniarie da 500 a 1.000 euro, pronte a raddoppiare in caso di reiterazione.
Sul fronte della prevenzione, il Questore acquisisce il potere di vietare il raduno ai minori quando cinque o più persone tengono comportamenti intimidatori in contesti pubblici. Tale misura di prevenzione potrà essere applicata anche in specifiche fasce orarie a soggetti che, nei cinque anni precedenti, abbiano commesso atti lesivi contro persone o cose o siano già stati destinatari di provvedimenti preventivi.
Fermo preventivo esteso e flagranza differita
Le misure di contrasto immediato si estendono geograficamente e temporalmente. Il fermo preventivo viene applicato anche a chi turba la sicurezza nei luoghi affollati o caratterizzati da un consistente afflusso di persone. Questo strumento sarà valido anche per i minorenni, purché abbiano compiuto i 16 anni.
Il decreto estende inoltre l’arresto in flagranza differita e introduce la procedibilità d’ufficio per le lesioni personali lievi o lievissime causate a ufficiali o agenti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza. Viene configurata anche un’aggravante per i danneggiamenti compiuti da gruppi organizzati e la possibilità di disporre l’arresto facoltativo in flagranza differita per i reati contro il patrimonio durante le manifestazioni. Per evitare blocchi burocratici dovuti all’elevato numero di fermi, la norma prevede l’adeguamento temporaneo dell’organico dei magistrati per garantire le convalide nei tempi di legge.
Esercito a Milano: 500 militari per il controllo del territorio
L’articolo 8 del decreto risponde direttamente all’emergenza milanese stanziando 4,7 milioni di euro per l’invio immediato di 500 militari a Milano, che rimarranno operativi sul territorio fino al 31 dicembre.
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha specificato che il contingente sarà messo a disposizione delle autorità di pubblica sicurezza per concorrere attivamente al controllo del territorio. Il piano d’azione dettagliato verrà definito a breve durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza a Milano. Piantedosi ha anticipato che si valuteranno modalità d’impiego innovative rispetto al passato, puntando su una “maggiore dinamicità” delle forze della Difesa per rispondere in modo elastico e tempestivo alle criticità della città.