Caro carburanti e inflazione: la Calabria verso il blocco totale del 30 ottobre. Supermercati a secco e negozi chiusi


CATANZARO – La protesta contro il caro vita e l’impennata dei costi dei carburanti non si ferma, anzi raddoppia. Le associazioni e i comitati spontanei di agricoltori e autotrasportatori hanno ufficialmente annunciato un blocco totale per il prossimo venerdì 30 ottobre 2026. In Calabria la mobilitazione sta vivendo un’escalation nelle ultime ore: i presidi stradali proseguono ormai a oltranza e il fronte del dissenso si sta allargando rapidamente a nuove categorie economiche e istituzioni locali.

Scaffali vuoti e filiera agroalimentare in ginocchio

I primi effetti concreti del fermo dei tir si fanno già sentire sulla vita quotidiana dei cittadini. Il blocco dei camionisti sta paralizzando il trasporto delle merci deperibili e dei prodotti freschi. In diversi supermercati e punti vendita della regione iniziano a scarseggiare frutta e verdura, con scorte in rapido esaurimento e una forte preoccupazione per la tenuta dell’intera filiera agroalimentare. Nonostante i primi disagi per i consumatori, i manifestanti si dicono determinati a oltranza e hanno confermato la volontà di stringere ulteriormente le maglie della protesta fino alla fine del mese.

Commercianti in piazza e serrate nel Vibonese

Nelle ultime ore la protesta ha registrato una forte spinta solidale da parte del mondo del commercio. In provincia di Vibo Valentia si segnalano numerose saracinesche abbassate: moltissimi negozianti hanno deciso di chiudere le proprie attività per scendere in piazza e unire la propria voce a quella di autotrasportatori e agricoltori, anch’essi piegati dai costi insostenibili delle bollette e delle materie prime.
A dare manforte alla mobilitazione si aggiungono anche alcuni sindaci del territorio, che stanno esprimendo vicinanza formale alle ragioni della piazza, sottolineando il rischio di desertificazione industriale e commerciale dei piccoli comuni calabresi.

La mediazione politica: Occhiuto nella notte a Falerna

Il livello di tensione e la centralità della protesta hanno spinto i vertici regionali a muoversi in prima persona. Nella notte, il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, si è recato personalmente al presidio strategico di Falerna, situato nei pressi dello svincolo dell’autostrada A2 del Mediterraneo. Occhiuto ha incontrato una delegazione di dimostranti per ascoltare le rivendicazioni e cercare di aprire un canale di mediazione con il governo centrale, nel tentativo di scongiurare la paralisi totale prevista per il 30 ottobre, che rischierebbe di isolare economicamente la regione.