Caldo nelle scuole, Simone Celebre (Cgil) chiede il rinvio dell’inizio dell’anno scolastico


La stagione estiva 2026 iniziata in largo anticipo (maggio) ha regalato, se di regalo si può parlare tempo rovente a causa dell’anticiclone africano che ha messo la Calabria in modalità grill. Le previsioni per settembre non promettono grandi variazioni. Certo, non vi sarà il caldo estremo di luglio e agosto ma sui cieli della Regione dominerà un altro Anticiclone, il vecchio e caro Anticlone delle Azzorre, quello che si posizionava sul mediterraneo a giugno e andava via a settembre. Il vecchio e caro Anticiclone delle Azzorre ha dovuto cedere il passo a quello più aggressivo africano ma ora che questo si è ritirato il suo fratello più moderato può sistemarsi come ai vecchi tempi. Ma questo non implica che il mese di settembre sarà fresco. Anzi! L’anticiclone delle Azzorre porterà tempo stabile e bello con temperature al di sopra della media stagionale con costanti intorno a 31-32 gradi e con nm picchi di 37 nelle zone interne. Tutto normale se non fosse che il 15 settembre in Calabria ricomincia la scuola. Il problema è notevole visto che nelle scuole calabresi, almeno nella stragrande maggioranza di queste mancano gli impianti di climatizzazione e situazioni calde anomalo potrebbe portare conseguenze rischiose per alunni, studenti e personale scolastico. Da giorni si sta discutendo sulla possibilità di posticipare l’inizio dell’anno scolastico di alcune settimane per dare la possibilità al clima di divenire più mite e accettabile. Su questo argomento è intervenuto Simone Celebre (Fillea Cglil) che ha chiesto apertamente al governatore Roberto Occhiuto di intervenire per rimandare l’inizio della scuola. Celebre afferma: «Se le condizioni climatiche dovessero rendere incompatibile la permanenza nelle aule si valuti senza esitazioni – sostiene Celebre – il rinvio dell’inizio delle lezioni, mettendo al primo posto la tutela della salute di bambini, ragazzi, docenti e personale scolastico. Non può essere il calendario scolastico a venire prima della sicurezza delle persone. Non bastano le emergenze: servono scuole sicure, efficienti, climatizzate e adeguate ai cambiamenti climatici. Di fronte alle temperature sempre più elevate che stanno interessando la Calabria non possiamo limitarci a discutere ogni anno se sia opportuno rinviare o meno l’apertura delle scuole. Il problema è molto più grande e riguarda la sicurezza e la qualità degli edifici scolastici della nostra regione». Da ciò scaturisce la richiesta di rinviare l’inizio dell’anno scolastico perché «La vera questione è che non possiamo continuare a gestire il caldo estremo come se fosse un evento eccezionale».













