Calabria, tensioni alle stelle per i blocchi stradali. Codacons all’attacco degli autotrasportatori: “Denunce pronte se non si fermano oggi”


È ormai muro contro muro in Calabria tra il Codacons e le sigle degli autotrasportatori. La mobilitazione della categoria, che sta paralizzando le principali arterie stradali della regione, ha superato il livello di guardia, trasformando il diffuso disagio iniziale in un’esasperazione collettiva che colpisce direttamente i consumatori calabresi.
I blocchi stanno registrando pesanti ripercussioni sulla circolazione delle merci e sulla mobilità dei cittadini. Di fronte a questa situazione, l’associazione a tutela dei consumatori ha deciso di rompere gli indugi e di passare alle vie legali, lanciando un durissimo ultimatum: se i blocchi stradali non saranno rimossi immediatamente, scatteranno le denunce in Procura.
Dalla sede regionale del Codacons Calabria la posizione è netta e intransigente. L’associazione si dice pronta a chiamare in giudizio sia i singoli autotrasportatori sia le organizzazioni che stanno sostenendo e alimentando le proteste. I legali dell’associazione stanno già vagliando i profili penali delle azioni in corso. Le accuse ipotizzate sono pesantissime: blocco stradale, interruzione di pubblico servizio e violenza privata. L’obiettivo è obbligare i responsabili a rispondere dei danni economici e logistici prodotti finora alla collettività.
Si tratta di un cambio di rotta radicale da parte dell’associazione, che non nasconde il proprio passato posizionamento: “Inizialmente eravamo solidali con i motivi della protesta”, spiegano i vertici di Codacons Calabria. Tuttavia, lo scenario è cambiato. Alla luce dei recenti e concreti stanziamenti di somme a favore del comparto dell’autotrasporto da parte delle istituzioni, l’associazione ritiene che la prosecuzione dei blocchi abbia perso ogni legittimità.
La solidarietà iniziale si è quindi esaurita davanti a quelle che oggi vengono definite azioni ingiustificabili, che non fanno altro che danneggiare una terra già fragile e i suoi abitanti. Le prossime ore saranno decisive per capire se i manifestanti decideranno di fare un passo indietro o se la Calabria diventerà il teatro di una dura battaglia legale.