Sofferenza e disagio negli adolescenti: come prevenire la comparsa del disturbo in età adulta.

Come la sofferenza psichica nell’adolescente, se compresa e accolta, sia in grado di favorire una completa e sana realizzazione della propria identità adulta

Dott.ssa Giorgia Pantusa Psicologa clinica della Salute

L’adolescenza è quel periodo dello sviluppo in cui avvengono importanti cambiamenti a livello fisico e psicologico. I ragazzi/e si trovano a dover affrontare importanti trasformazioni biologiche, sociali ed emotive, pertanto la fragilità caratteristica di questa fase della crescita può ostacolare l’adolescente ad un confronto efficace con i cambiamenti che incontra nel suo percorso evolutivo. Il disagio adolescenziale rappresenta, quindi, una problematica che di frequente affligge molti giovani, destando profonda preoccupazione nei genitori, i quali spesso sentono il loro aiuto infruttuoso.  Un sostegno psicologico mirato si mostra essere, dunque, un prezioso intervento allo scopo di prevenire l’evolvere della sofferenza e di eventuali blocchi evolutivi, consentendo ai ragazzi di sviluppare le potenzialità della propria personalità, con autonomia e consapevolezza. Tuttavia è doveroso specificare quanto, entro certi limiti, la crisi adolescenziale sia comune in tutti i giovani, come conseguenza alle trasformazioni tipiche di questo periodo evolutivo, ciononostante il protrarsi nel tempo di una condizione di sofferenza, viene invece a rappresentare un importante campanello d’allarme a cui prestare attenzione. Il disagio nell’adolescenza non si identifica in una patologia specifica ma nella manifestazione di un malessere interiore vissuto dai ragazzi durante il passaggio all’età adulta. Questa “turbolenza emotiva” si esprime, sovente, attraverso condotte comportamentali che permettono all’adulto di intervenire al fine di prevenire e/o trattare attraverso l’aiuto di uno specialista, la sofferenza del proprio figlio/a.

Quali sono, quindi, i segnali del disagio nell’adolescenza che possono indicare il bisogno di aiuto?

Fra quelli più frequenti è possibile rintracciarne i seguenti:
– Violenza verso gli altri o se stessi (autolesionismo)
– Dispersione e abbandono scolastico
Alimentazione squilibrata, eccessiva o restrittiva
– Controllo ossessivo del peso e della forma fisica
– Uso eccessivo di smartphone, PC, videogiochi
– Uso di droghe o alcol
– Comportamenti illegali
– Ricerca frequente del rischio
– Isolamento e/o disagio rispetto alla relazione con i coetanei
– Assenza di interessi e apatia
– Pensieri intrusivi accompagnati da rituali comportamentali
– Eccessiva apprensività
– Assenza / diminuzione d’interesse rispetto alle attività di piacere

In tutti questi casi è importante comprendere in profondità le motivazioni che spingono l’adolescente a tali condotte, allo scopo di favorirne una consapevole elaborazione.
Intervenire tempestivamente alle problematiche legate al disagio adolescenziale è importante per evitare che si traducano in disturbi radicati. Pertanto non esite una modalità d’eccellenza, ogni ragazzo/a è speciale e unico, ha un proprio vissuto personale del quale è necessario tenere in conto in terapia.

IL RUOLO DEI GENITORI

Per i genitori è comunque consigliabile sempre:

Ascoltare i propri figli, stimolando il dialogo e mostrandosi disposti all’ascolto;
Osservare le loro abitudini, non sottovalutando alcuni segnali, (come sopracitati) chiedendosi piuttosto quali siano le motivazioni che dirigono tali comportamenti e quali siano i suoi pensieri e le sue emozioni;
Non minimizzare quando un adolescente racconta i propri vissuti sociali, personali, scolastici. È sempre bene immedesimarsi in lui/lei per comprenderne la portata che hanno per la sua psiche. Squalificare il proprio vissuto, anche se fatto in buona fede non aiuta il proprio figlio/a ad aprirsi con il genitore.