Blocchi dei tir al Sud, il governo sceglie la linea dura. Urso alla Camera: “Intervento del Viminale, i presidi saranno rimossi”


Il governo decide di stringere le maglie contro le proteste degli autotrasportatori che, da giorni, stanno paralizzando le grandi arterie stradali e autostradali di diverse regioni del Mezzogiorno. La svolta verso la linea rigorosa è stata annunciata ufficialmente dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante un question time alla Camera dei Deputati.

L’annuncio di Urso: “Identificazioni in corso”

Rispondendo alle interrogazioni parlamentari sulla crisi dei trasporti, il ministro Urso ha tracciato la strada che l’esecutivo intende seguire per ripristinare la regolare viabilità, confermando il pieno coinvolgimento del ministero dell’Interno. “Il Viminale riferisce che si sta procedendo alle identificazioni, anche ai fini di rimuovere i presidi”, ha dichiarato il titolare del Mimit, esplicitando la volontà di porre fine ai blocchi stradali nel minor tempo possibile.

Il richiamo alle nuove norme penali e ai decreti Sicurezza

Urso ha poi voluto fare chiarezza sulla natura giuridica della protesta. Anche nei casi in cui i manifestanti consentano il passaggio delle vetture private, la tolleranza delle forze dell’ordine sarà pari a zero. “Impedire il passaggio dei soli camion, lasciando transitare le automobili, configura comunque un blocco stradale, con conseguenze penali anche detentive”, ha ammonito con fermezza il ministro.
Questo giro di vite si poggia sul quadro normativo recentemente aggiornato dall’esecutivo. Il ministro ha infatti ricordato che il blocco stradale costituisce reato ai sensi delle nuove norme introdotte all’interno dell’ampio pacchetto dei sette decreti Sicurezza varati dal governo, che hanno inasprito le sanzioni per chi ostacola la libera circolazione su strade e ferrovie.

Le stesse associazioni di categoria chiedono lo sgombero

Un dettaglio politico e sociale tutt’altro che marginale emerso durante l’aula della Camera riguarda la posizione dei rappresentanti ufficiali del settore. La protesta in corso, infatti, sembrerebbe muoversi al di fuori dei canali sindacali tradizionali, tanto da spingere le sigle ufficiali a dissociarsi e a chiedere l’intervento della forza pubblica.
“È importante, credo che sia significativo e emblematico, che le stesse associazioni dei trasportatori ci chiedono, chiedono al ministero degli Interni, di far rimuovere i blocchi”, ha concluso Urso. Una sponda istituzionale, quella delle categorie colpite, che legittima ulteriormente la scelta del Viminale di passare alle maniere forti per liberare le strade del Sud e garantire la continuità della catena logistica nazionale.