La Calabria accoglie Antonia Salzano, madre di Carlo Acutis: storico incontro con i giovani al Santuario di Paola


Assistere alla canonizzazione del proprio figlio è un’esperienza straordinaria che la storia recente attribuisce a pochissime figure: prima di Antonia Salzano, madre di Carlo Acutis, si ricorda infatti solo Assunta Carlini, madre di Santa Maria Goretti. Proprio la signora Salzano ha dato il via in queste ore a un viaggio pastorale in Calabria, concepito per incontrare la cittadinanza e, in particolare, le nuove generazioni.
La prima tappa si è svolta all’interno della nuova aula liturgica del Santuario di San Francesco di Paola. Qui, una folta rappresentanza di studenti provenienti dalle scuole di Paola, Acri, Cosenza e Fuscaldo, accompagnati da docenti e dirigenti scolastici, ha dato vita a un momento di profonda condivisione. I ragazzi hanno dialogato con la signora Salzano, offrendole in dono opere d’arte, quadri e cartelloni realizzati appositamente per l’occasione.
All’evento hanno preso parte numerose autorità civili, religiose e militari, tra cui il Correttore Provinciale dei Minimi, Padre Antonio Bottino, il sindaco di Acri, Pino Capalbo, e il sindaco di Paola, Roberto Perrotta.
Gli interventi istituzionali
Il sindaco di Paola, Roberto Perrotta, ha espresso profonda commozione nel porgere il saluto della città all’ospite d’onore:
“Nella mia esperienza istituzionale ho avuto il privilegio di stringere la mano a molte personalità illustri, persino al Santo Padre, ma accogliere la madre di un santo suscita un’emozione unica. Carlo Acutis rappresenta un modello universale: ci ha insegnato che nella vita si vince e si perde, ma che dalle sconfitte si trae sempre un insegnamento. Insieme a Pier Giorgio Frassati, seppur a un secolo di distanza, Carlo incarna il gusto pieno della vita e un paradigma di santità moderna accessibile a tutti.”

Padre Antonio Bottino
ha poi voluto sottolineare il legame storico e spirituale che unisce il giovane Venerabile all’ordine dei Minimi:
“Carlo fu pellegrino a Roma presso la nostra Basilica di Sant’Andrea delle Fratte. Da quel momento, la sua figura è entrata a far parte integrante della memoria e della sensibilità della nostra famiglia religiosa.”
Il messaggio ai giovani: l’acronimo “CIC” e la sfida digitale
Nel tracciare il profilo umano e spirituale del figlio, Antonia Salzano ha rivolto un caloroso appello ai tantissimi studenti presenti, esortandoli a focalizzarsi sui valori autentici dell’esistenza:
“Siate perseveranti come lo è stato Carlo. Dedicate le vostre energie a ciò che conta davvero. Mio figlio aveva coniato un acronimo, CIC: Concentrazione, Impegno, Costanza. È questa la formula che lo ha guidato.”
La madre del Santo si è poi soffermata sul tema della digitalizzazione, della tecnologia e dell’intelligenza artificiale, ambiti che Carlo ha frequentato precorrendo i tempi:

“Oggi vi confrontate quotidianamente con i nuovi media. Carlo colse le potenzialità della rete per evangelizzare: la sua mostra virtuale dedicata ai Miracoli Eucaristici nel mondo è tuttora consultata da milioni di persone. La tecnologia e l’intelligenza artificiale sono risorse straordinarie, ma la differenza risiede sempre nell’uso che se ne fa: se orientate al bene, possono diventare strumenti di crescita formidabili per l’intera umanità.