Il j‘accuse di Milei e il sonno dei popoli schiavi dell’algoritmo


Ci sono momenti in cui la diplomazia diventa una farsa intollerabile e le parole felpate dei burocrati servono solo a coprire il vuoto. Poi arriva Javier Milei all’ONU e, con la violenza di un uragano, fa a pezzi l’ipocrisia globale. Davanti alla platea dei potenti, il presidente argentino ha sputato in faccia alla verità: l’ONU è un’organizzazione parassitaria che difende i parassiti. Come si fa a non essere d’accordo? Come si fa a non vedere la dignità di un discorso futurista che, finalmente, rimette l’essere umano e la sua libertà al di sopra dei comitati d’affari globali?
Milei ha avuto il coraggio sacrosanto di infrangere il dogma più sacro del pensiero unico, definendo la gestione della pandemia per quello che è stata: un brutale esperimento sociale di controllo delle masse. Ha squarciato il velo di sottomissione in cui ci volevano confinati.
Le sue parole sulla sovranità nazionale, la sua condanna senza sconti del terrorismo, delle guerre e delle politiche genocide avrebbero dovuto fulminare le menti dei burocrati arroccati nel Palazzo di Vetro. E invece no. Quelle parole devono dare la scossa a noi. Devono illuminare le nostre, di menti: menti occluse, umiliate, colpevolmente ripiegate su interessi futili e sterili polemiche quotidiane, mentre i veri problemi che attanagliano il nostro futuro vengono sistematicamente nascosti sotto il tappeto.
Sveglia: il mondo è già cambiato e la maggior parte delle persone non se n’è nemmeno accorta. Siamo davanti a una svolta epocale e siamo tragicamente impreparati.
Già più di un secolo fa, colossi del pensiero economico come Adam Smith avevano capito che l’evoluzione tecnologica è l’unico, vero motore dello sviluppo economico. Oggi quel motore ha un nome preciso ed è l’Intelligenza Artificiale. Ma non c’è da stare sereni: se sapremo governarla sarà la nostra salvezza, altrimenti sarà la nostra ecatombe. Mettetevi in testa che il vero dominio globale oggi non si fa più con le bombe atomiche. Il vero dominio si impone attraverso gli algoritmi dell’IA. Chi controlla la tecnologia controlla le menti.
Tutto ciò che Milei ha urlato con coraggio è drammaticamente condivisibile. Il futuro non è un destino subìto, è nelle nostre mani. Dobbiamo smetterla di subire la scienza e iniziare a usarla come arma di liberazione. Basta con la sopraffazione globale, basta con i diktat di organismi sovranazionali inutili. La salvezza passa solo dalla creazione di Stati sovrani forti, fieri della propria identità e aperti al mondo in modo paritario. Questa è l’unica trincea rimasta in difesa della nostra libertà, del nostro futuro e della nostra stessa esistenza. Chi non lo capisce è complice della propria schiavitù.
ECCO IL VIDEO DEL DISCORSO MILEI ALL’ONU
https://youtu.be/ZqfrmUwHbzM?is=K5GbgfhmQemmkifE