CATANZARO – Ieri si è riunito il consiglio regionale e come sempre il motivo ridondante è stato la data delle elezioni regionali. Non curanti dei punti all’ordine del giorno, pezzi di “maggioranza” abiurante e opposizione hanno fatto leva su quella che dovrà essere la data delle prossime consultazioni regionali, ed ancora una volta al centro del bersaglio è stato posto Mario Oliverio che da più tempo ha annunciato che si atterra scrupolosamente al dettato normativo in merito alla fissazione del giorno in cui i calabresi saranno chiamati a scegliere il nuovo consiglio regionale e il nuovo governatore. Ma a questo punto facciamo alcune considerazioni. Questo assillo per la data delle elezioni comincia a diventare un pó ridicola e spieghiamo e le motivazioni. Pezzi dell’ex maggioranza a e opposizione battono da più tempo su questo argomento come se fossero dei cavalli scalpitanti sulla linea di partenza. Ed allora vediamoli questi cavalli. Partiamo dal Pd e dai suoi consiglieri schierati contro al governatore. Allo stato attuale la situazione dei Democrat è la seguente: svuotata nella base scgiaratasi con Oliverio; nessuna lista pronta e se lo fosse non si conosce la sua collocazione o meglio con quale coalizione e con quale candidato presidente verrà schierata; attualmente Zingaretti, ODDATI, Graziano preferiscono inseguire come delle innamorate isteriche il M5S la cui base calabrese ha già detto di No ad una alleanza con il PD. Ma v’é di più. La deputata grillini Nesci, incurante del “Di MAIO pensiero” ha ribadito che la sua disponibilità per una candidatura a presidente della regione rimane valida con buona pace del ministro degli esteri. Riassumendo potremmo dire il PD è attualmente esenz auna lista e senza partners di coalizione. L’unica strada saggia è quella di affiancare Oliverio. Spostiamoci sul fronte centrodestra, anche loro ansiosi di conoscere la data delle elezioni. Su questo versante (direbbero i meteorologi) sono previste burrasche. Infatti, Occhiuto ormai è lanciatissimo con la sua candidatura a presidente della regione. Roberto Occhiuto ha già avvisato i potenziali alleati: “Non esiste un piano B. Il candidato è Mario Occhiuto”. Il sindaco di Cosenza sembra abbia già a disposizione alcune liste e quindi praticamente pronto per la competizione elettorale ma non lascia trasparire nessun assillo per la fissazione della data delle elezioni.

Sull’altro fronte del centrodestra troviamo una agguerrita Lega Nord che va a braccetto con Fratelli d’Italia. Salvini di Occhiuto non ne vuole sentir parlare ma nello stesso tempo non hanno ancora chiaro in mente di dovrebbe essere il candidato che dovrà guidare la coalizione. Su parla di Sergio Abramo, poi di Wanda Ferro, poi di rappresentanti delle società civile e chi più ne ha più ne metta. Praticamente si è ad un punto morto. Poi spostiamoci sul versante “bersaglio mobile” che porta il nome di Mario Oliverio.

Il presidente della regione Calabria non è pronto alle elezioni ma è SUPER PRONTO, ha dalla sua, conti alla mano minimo sei liste pronte tra le quali quelle dei socialisti che raggrupperanno pezzi del centrosinistra, quella di Oliverio Presidente, quella dei sindaci e amministratori e così via. Eppure il governatore non sembra intenzionato ad approfittare di questa situazione anche se molti della sua corrente lo stiano spingendo per fissare il prima possibile la data per approfittare del vantaggio che allo stato attuale ha sulle coalizioni avversarie. Ma Oliverio ancora una volta stupisce tutti e durante il consiglio regionale di ieri afferma: “non strumentalizzare la data delle elezioni. Siate concentrati su quelli che sono i punti all’ordine del giorno. Inoltre è priorità per la Calabria avere un bilancio. Per la data delle elezioni ho detto più volte che mi atterrò scrupolosamente a quanto dettato dalla legge”. Una lezione di stile? Qualcuno potrebbe dire: “Sí, lezione di stile, ma anche un pó di coglionaggine” per non approfittare della completa impreparazione dei suoi avversari. Se fossimo a scuola difronte ad una commissione di esami di stato Oliverio prenderebbe il massimo dei voti e i suoi avversari sarebbero con gentilezza pregati di ritornare il prossimo anno. Ma questa è la politica calabrese, brava a far credere di esser pronta per raggiungere la luna mentre non ha neppure mai preso un aereo di linea. A questo punto ci domandiamo: e se davvero Oliverio, stanco di essere ligio al dovere, decidesse lecita ente che le elezioni si debbano svolgere il 24 novembre che cosa succederebbe? Allora Sí che ci sarà da ridere. Vedremo che cosa accadrà nei prossimi giorni.

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