Coronavirus – La comunicazione ottimistica del governo che provoca comportamento irresponsabile dei cittadini

Incentivare i cittadini a comportarsi come se nulla stia accadendo, limitandosi a consigliare di assumere un comportamento più prudenziale come rispettare le distanze può essere molto pericoloso

Il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia

Siamo ormai prossimi alla break-line, la linea di demarcazione che dovrebbe far avere un quadro più preciso della situazione circa l’emergenza sanitaria che il nostro Paese sta vivendo a causa della epidemia da COVID-19. Ci stiamo avvicinando, dunque, a quel famoso giorno (secondo alcuni il 15°, secondo altri il 20° dal primo contagio registrato in Italia) utile al comitato tecnico-scientifico per capire la propagazione del virus, capire cioè se in Italia si nono sviluppati altri focolai o i casi accertati nelle altre regioni sono una derivazione del ceppo lombardo. Gli italiani aspettano questa notizia e si affidano (ma forse non si fidano) della comunicazione istituzionale che dovrebbe essere più cauta in termini ottimistici. Non è una questione di essere o fare gli uccelli del malaugurio ma è un problema legato alla verità che spesso e volentieri viene sottaciuta o addirittura stravolta al fine di dispensare ottimismo. Sì, è vero, conoscere la verità nuda e cruda potrebbe provocare maggiore allarmismo tra la popolazione ma potrebbe anche indurre molti italiani a non avere comportamenti poco prudenti in questo particolare periodo contingente. Se l’ottimismo viene dispensato con particolare superficialità si fa passare il messaggio che si può continuare a fare le cose che si facevano prima, quindi, viaggiare, spostarsi tranquillamente all’interno del Paese (ad esempio ritornare nei luoghi natii se si ambita nelle zone particolarmente attenzionate, ecc.). Questo è un comportamento irresponsabile da parte del governo che ad ogni apparizione televisiva lancia messaggi del tipo: “state tranquilli, il COVID-19 NON E’ MORTALE.

L’ultimo caso lo abbiamo registrato proprio ieri allorquando il ministro degli affari regionali, Francesco Boccia, intervenendo nel programma di Lucia Annunziata, “Mezzora in più” ha utilizzato proprio questa frase cercando di alimentare ancor di più ottimismo e tranquillità alla popolazione. Ma analizziamo questa frase ottimistica: il COVID-19 NON E’ MORTALE. I dati (parliamo di quelli dispensati ufficialmente dalla protezione civile alle ore 18 di ogni giorno) ci dicono che giorno dopo giorno il tasso di mortalità del Coronavirus aumenta inesorabilmente, facendo registrare tre giorni fa il 3,4%, due giorni fa il 3,9% e ieri il 4,49% (rapporto deceduti/positivi). Difronte questo crescente tasso di mortalità il governo ci continua a dire: “State tranquilli, conducete la vita di prima con le giuste precauzioni perché il COVID-19 NON E’ MORTALE”. Capiamo anche che dire il contrario potrebbe bloccare l’intera economia del nostro Paese ma vi è di mezzo la salute degli italiani. È anche vero che molti nostri concittadini se ne infischiano di tutto e di tutti e da sempre assumono un atteggiamento imprudente giusto per risultare FIGHI o per ostentare opulenza o ancor peggio ciò che non potrebbero permettersi.

Questo purtroppo è il modello di società che abbiamo costruito nel tempo e la forza dell’abitudine a questi comportamenti scellerati potrebbe in situazioni come questa ritorcerci contro ma ancor più grave il comportamento di pochi potrebbe mettere a repentaglio l’incolumità di molti (magari quelli che assumono un comportamento serio e prudenziale e non solo in epoca di Coronavirus ma nella vita quotidiana). Il governo italiano da una parte assume a colpi di decreto decisioni drastiche come la chiusura delle scuole in tutta Italia e poi dispensano parole ottimistiche del tipo il COVID-19 NON E’ MORTALE. Lo vadano a dire alle famiglie di quei 148 deceduti a causa del Coronavirus, lo dicano a loro che la malattia non è mortale e magari per giustificarsi dicano anche che comunque dovevano morire perché i loro congiunti avevano delle malattie pregresse a cui il Covid-19 si è sovrapposto. La realtà è che ancora questo virus ci è sconosciuto. Non sappiamo quindi, che evoluzione e che effetti potrà avere sulla popolazione, quindi un governo serio dovrebbe esserlo fino in fondo ed evitare di agevolare comportamenti irresponsabili da parte di alcuni cittadini.

Giornata di colloqui di lavoro per i giovani di “Insieme Creiamo il futuro”

Con latteso Recruiting Day allIstituto Alberghiero si è concluso il programma Insieme creiamo il futuro - Paola Colloqui di selezione con aziende del settore alberghiero per 60 studenti delle v classi