Tra storia e mito un cantastorie su San Francesco di Paola per conoscere i suoi miracoli

Tanti turisti al santuario paolano per ripercorrere la via dei miracoli raccontati in una suggestiva cornice notturna che ha reso tutto affascinante

Ormai tutti sanno che San Francesco di Paola possa essere chiamato, tra i vari appellativi datogli, il santo dei miracoli. L’anonimo, tra i primi biografi della sua vita, usó una espressione eloquente per descrivere la potenza concessagli da Dio: “era un miracolo quando non compiva un miracolo”. Ieri sera nella suggestiva cornice del Santuario, versione “by Night”, tanti turisti hanno potuto percorrere la via dei miracoli di cui il luogo é costellato potendo ascoltare dalla voce di un cantastorie che ha “trascinato” tutti in un virtuale viaggio nel tempo in epoca rinascimentale, per spiegare cosa di straordinario e miracoloso avvenne durante la costruzione del santuario paolano. Ed allora ecco il miracolo della fornace dalla quale venne richiamato in vita Martinello, l’agnellino del santo, dopo essere stato cucinato e divorato dagli affamati operai.

Fornace da cui venne richiamato in vita Martinello e dentro la quale il santo entrò per ripararla quando era ancora accesa

La Fonte della “Cucchiarella” fatta sgorgare da San Francesco con il tocco del suo bastone da una roccia per dissetare gli operai che lavoravano alla costruzione del convento e dentro la quale risuscitò la Trota Antonella.

La fonte della “Cucciarella” dove San Francesco risuscitò la Trota Antonella

Il “Ponte del Diavolo” costruito dagli operai durante il giorno e distrutto dal Diavolo durante la notte. Il mito è la tradizione popolare porta a dire che il santo seccato di questa situazione riuscì ad ingannare il Demonio promettendogli la prima anima che sarebbe passata da quel ponte per poi far passare per prima un cane. L’inganno dice la tradizione legata al mito, che il diavolo infuriato tentò di distruggere io ponte senza riuscirvi lasciando su di esso l’impronta della sua furia.

Parte finale del ponte del diavolo

Da lì si passa alla cella del suo eremo dove il santo si rifugiò, all’età di 14 anni, dopo aver assolto al voto della genitrice presso il convento di San Marco Argentano e dopo ip ritorno dal pellegrinaggio a Roma e Assisi.

Eremo di San Francesco

Infine il tour raccontato ha portato all’interno del primo romitorio dove San Francesco e i suoi primi seguaci alloggiarono prima della costruzione dell’antica chiesa per giungere poi nel Chiostro del Santuario per ammirare gli affreschi che descrivono la vita del santo

Chiostro del Santuario