Toscana, la Regione riserva posti a persone non binarie e transgender in un bando pubblico


Un bando per la formazione professionale con una quota di posti riservata alle «persone non binarie e transgender», che vengono equiparate alle donne come categoria da tutelare. È quanto accade in Toscana, nella Regione guidata da Eugenio Giani, che oltre a garantire il proprio patrocinio, finanzia interamente il suddetto progetto con 128mila euro. L’ultima deriva woke che rischia solo di creare nuove barriere. Negando che esistono (biologicamente) uomini e donne, al di là della disforia di genere e dei (legittimi e sacrosanti) gusti sessuali. La sinistra, sul tema dell’inclusione dei transgender, ha perso da anni la trebisonda. Così la Regione Toscana introduce le quote arcobaleno in un bando che riguarda il mondo del lavoro.

Il bando è stato redatto dall’Agenzia Formativa Ambiente Impresa Scrl, accreditata presso la Regione Toscana, capofila di un progetto con il centro di formazione professionale Don Giulio Facibeni, Proforma società cooperativa impresa sociale e Alessandro Bini Srl. Si tratta di «un avviso pubblico per la concessione di finanziamenti ex art. 17 comma 1, della L.R. 32/2002, per progetti formativi finalizzati all’inserimento lavorativo».