Terremoto | Calabria salva per la profondità del movimento tellurico

Il terremoto di magnitudo 6.1 registrato questa notte alle 00.13 di ciò abbiamo dato immediatamente notizia (LEGGI QUA) è stato un rischio pazzesco per la Calabria e soprattutto per gli abitanti delle cittadine gravanti intorno all’epicentro. I dati diffusi da INGV parlano chiaro, è stato il secondo più forte registrato sul territorio nazionale. Per dare un esempio è stato di 0.4 inferiore a quello che colpì Norcia e di pari grado a quello che dieci anni fa distrusse L’Aquila.
Allora perché le conseguenze sono state diverse?
Qualcuno, visto l’epicentro nei pressi di Paola grida al miracolo collegato alla protezione di San Francesco di Paola (proprio i 2 giugno del 1962 veniva proclamato protettore della Calabria), ma se vogliamo rimanere nell’ambito scientifico la fortuna è stata la profondità dell’evento tellurico ossia 250 km dalla superficie. Questo ha reso meno impattante il movimento della crosta terrestre che è stato frutto dello scontro tra le due placche, quella euroasiatica e quella africana, per questo detto di Subduzione. Questa profondità ha consentito anche alla superficie terrestre in particolare quella in fondo al mare dove si è concentrato l’epicentro di reggere e per questo non indurre in maremoto che si sarebbe sicuramente verificato a profondità più vicine alla superficie.













