La sindrome di down e le innovazioni della ricerca. All’Unical se ne é parlato con i maggiori esperti nazionali

Un simposio che ha portato alla conoscenza del pubblico i passi in avanti ottenuti dalla ricerca nel miglioramento della qualità della vita delle persone con la sindrome di down

La sindrome di down è una delle sfide accettate dalla ricerca che sta facendo passi da gigante negli ultimi anni e che offre non solo maggiori ma anche migliori prospettive di vita per coloro che ne sono affetti. Alzheimer, miglioramento delle capacità cognitive, utilizzo della intelligenza artificiale a servizio delle persone con la sindrome di down sono solo alcuni aspetti che sono stati affrontati nel convegno organizzato dal prof. Eugenio Barone, tra i massimi esperti italiani nel settore, presso l’aula magna della Università della Calabria. Tra i relatori nomi illustri della ricerca come il prof. Filippo Caraci, la dottoressa Floriana Costanzo, il prof. Vincenzo Pezzi, l’ingegnere Guido Marangoni e l’ingegnere Giacomo Sergio, il prof.  Eugenio Barone, il prof. Francesco Vaia, la professoressa Alba Di Leone, la dottoressa Stefania Perrotta e il prof. Lucio Nitsch.

La ricerca e le scoperte

Dal Bambino Gesù di Roma sono stati esposti due importanti studi clinici in età evolutiva operanti con dei farmaci operanti sulla genetica e lo stato di alterazione. Anche se attualmente non esiste un farmaco che consente il controllo dei neurotrasmettitori e migliorare lo stato di alterazione la ricerca sta avendo dei risultati eccellenti che lasciano ben sperare nella scoperta di una molecola che consenta la cura di un aspetto fondamentale della sindrome di down. La ricerca sta andando avanti anche attraverso la cosiddetta “Neuroterapia” già conosciuta nell’antichità. Importanti passi in avanti nel campo della sperimentazione riguardano il miglioramento del linguaggio in soggetti dai 13 ai 16 anni basato attraverso dei “full immersion” venti minuti per due mesi tutti i giorni di una tecnica di stimolazione del linguaggio .

Il miglioramento delle funzioni Cognitive

Importanti passi in avanti sono stati fatti anche nel campo della ricerca farmacologica basata su cannabinoidi che migliorano notevolmente lo stato cognitivo delle persone con sindrome di down. Della sperimentazione, che in fase avanzata, fanno parte quattro famiglie calabresi. Ad oggi, è stato spiegato, è ancora possibile reclutare nuove famiglie con persone con sindrome di down nella sperimentazione che offre sicuramente una delle più interessanti prospettive di miglioramento delle condizioni di vita di queste persone.


L’innovazione digitale e le tecnologie a servizio delle persone con sindrome di down

Nel corso dell’incontro sono stati presentati nuove tecnologie tra cui l’utilizzo di una app e della intelligenza artificiale che consentono di migliorare concretamente l’autonomia e l’inclusione delle persone con la sindrome di down. Le aree in cui l’intelligenza artificiale vanno ad intervenire sono sul linguaggio, la sicurezza fisica delle persone nei loro ambienti, nella stimolazione corporea con il suggerimento agli esercizi fisici, miglioramento della capacità della comprensione attraverso la semplificazione del linguaggio delle persone.

Durante il simposio è stata presentata l’app YouDoToo che é l’app più votata a livello europeo che va a soddisfare in vari ambiti della vita delle persone con sindrome di down. L’applicazione funziona attraverso delle foto. In sostanza vengono scattate delle foto e una volta affidata all’app essa suggerisce tre cose da fare in quella specifica circostanza.

Centro di medicina traslazionale sulla sindrome di down

Il progetto ha il compito di supportare le famiglie sia sulla innovazione medico scientifica che vero e proprio supporto umano. Un progetto che nasce nella Università della Calabria che sopperisce alla carenza di strutture specializzate in Calabria e nel sud Italia