Giovane calciatore aggredisce direttore di gara e viene condannato a diventare arbitro

Il fatto è accaduto durante una partita di oratorio a Reggio Calabria

REGGIO CALABRIA – Un minorenne che ha aggredito un arbitro durante una partita di calcio è stato “condannato” a partecipare al corso formativo del Csi per diventare a sua volta anche lui arbitro per i campionati degli oratori di Reggio Calabria. Una vera e propria rivoluzione, applicata dal Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, dell’ormai famoso protocollo “Liberi di scegliere”, che sottrae i figli dei boss dalle maglie del clan, e che ha scelto di premiare la testimonianza legalitaria del Centro sportivo italiano.

Il progetto “Liberi di fischiare per gli altri” è stato tenuto a battesimo dallo sportivo Mauro Berruto. Proprio ieri a Reggio Calabria, nell’aula del Tribunale per i minorenni, si è aperta la decima edizione del Reggio Calabria Sportinfest, la kermesse socio-educativa promossa dal Csi reggino.

Uno “spogliatoio” insolito, quello scelto dal Centro sportivo, per lanciare il proprio progetto davanti a cinquanta ragazzi che saranno i futuri arbitri di pallavolo, calcio e pallacanestro dei campionati oratoriali reggini. Mauro Berruto, ex ct della nazionale di volley, collegato via Skype, rivolgendosi ai giovani e rievocando il discorso di Tony D’Amato, nel film in ‘Ogni maledetta domenica’ ha chiesto: “Le regole sono negoziabili? Rispettare le regole non è un accessorio, è una testimonianza. Qualunque cosa tu faccia o dica stai lanciando un messaggio molto forte per chi ti osserva”.

Dopo le parole di Berruto è toccato al giudice togato del Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria, Paolo Ramondino che ha specificato come “alcuni ragazzi presenti, hanno commesso errori e sono qui perché abbiamo deciso che questa esperienza può essere un itinerario di cambiamento, legalità e partecipazione sociale per loro. Chi ieri ha aggredito l’arbitro, oggi inizia un percorso per diventare direttore di gara ed arbitrare nei campionati giovanili Csi. Una grande sfida, un percorso unico e rivoluzionario nel panorama nazionale”.

Già dai primi di dicembre gli aspiranti arbitri saranno sul rettangolo di gioco a ‘fischiare’ per i bambini degli oratori. E per qualcuno di loro, quella divisa da direttore di gara vorrà dire molto di più di un semplice impegno al servizio dei più piccoli.

Fonte: today.it