Emergenza Sanità: parte la catena solidale per gli ospedali. Ma a donare le loro indennità dovrebbero essere prima di tutto i politici

I cittadini coscienti dei danni perpetrati alla sanità corrono ai ripari. Ma ad essere solidali dovrebbero essere anche tutti i rappresentanti istituzionali calabresi, di ogni ordine e grado

PAOLA – Quando si tratta di solidarietà gli italiani sono imbattibili. Magari nella vita quotidiana sono spocchiosi, spesso presuntuosi, ma nei momenti di difficoltà sanno come mostrare la loro solidarietà. Così difronte al Coronavirus riemerge questo senso civico, magari oggi amplificato dalla paura di una sanità messa a nudo, come è successo a Cosenza dove attraverso un gruppo di Whatsapp si è innescata una catena solidale per raccogliere fondi per l’ospedale “Annunziata” che nel giro di poche ore ha accolto l’adesione di molte persone che hanno donato circa 56mila euro che saranno devoluti al nosocomio cosentino per fronteggiare l’emergenza COVID-19. Una stessa catena solidale si sta concretizzando in queste ore per nella città di Paola per raccogliere fondi per i due ospedali di Paola e Cetraro allo stato attuale completamente inadeguati per fronteggiare questa emergenza sanitaria.

Una triste realtà che ha testimoniato il direttore sanitario dello Spoke del tirreno cosentino, Vincenzo Cesario, all’interno della trasmissione televisiva “Fuori dal Coro” andata in onda ieri sera su Rete4. Per capire in che condizioni versano i due ospedali riportiamo la domanda posta dalla giornalista al direttore “Se si dovesse verificare l’emergenza Coronavirus in questo ospedale come farete a fronteggiarla? La risposta è stata più che eloquente: “Faremo una preghiera a San Francesco di Paola“. Questi sono gli effetti dei tagli alla sanità Calabrese, questi sono gli effetti della mala politica alla quale si è aggiunto un decennale commissariamento che ha prodotto più danni che benefici.

Eppure – commentano sui social alcuni cittadini – i calabresi pagano le stesse tasse degli altri cittadini del nord Italia“. E chi può dargli torto? Ma tornando alla catena di solidarietà non si può fare a meno di notare che a mettere mano alle tasche siano ancora una volta i cittadini comuni mentre forse, in questo momento contingente, dovrebbero essere i politici, grandi e piccoli, che avrebbero almeno l’obbligo morale di devolvere le loro intere indennità, cospicue e meno cospicue, per aiutare un sistema sanitario da terzo mondo visto che è loro la responsabilità di governo e che la situazione sanitaria odierna è frutto delle loro scelte. Vediamo quanti dei nostri rappresentativi istituzionali (comunali, provinciali, regionali e nazionali) avranno la coscienza di accogliere una tale richiesta. Sarebbe un bel gesto e un atto di pentimento che potrebbe essere solo il primo passo per una redenzione ed uno sprone a cambiare immediatamente rotta sulle politiche sanitarie del nostro territorio. Aspettiamo e vediamo. Intanto per i cittadini solidali il link di riferimento per le donazioni a favore dello spoke di Paola-Cetraro è questo: LINK

Per le donazioni a favore dell’ospedale hub di Cosenza questo è il LINK

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